
IL FONDO “DINO FRISULLO” nell’Archivio Storico Benedetto Petrone-APS
Il fondo “Dino Frisullo” è formato da un lotto di alcune decine di copie di giornali della Nuova Sinistra che riportano in gran parte stampigliata una fascetta col suo nome e/o i diversi recapiti a lui ascrivibili.
Il Lotto sin’ora catalogato ( 24/5/2025) è composto da un totale di 86 copie di giornali, di cui di seguito riportiamo le relative testate e la composizione numerica.
Il Lotto è in gran parte composto da un significativo numero di Quotidiano dei Lavoratori, a seguire alcuni numeri di Fronte Popolare, Lotta Continua e Liberazione , per un totale di copie 86
La catalogazione del lotto è riportata in fogli Exel così denominati:
- Fondo Dino Frisullo fronte popolare ID –mg25
- Fondo Dino Frisullo –lotta continua e altri IDmg25
- Fondo Dino Frisullo quotid lavoratori ID mg25
Format di riconoscimento delle testate giornalistiche per codici interni dell’Archivio Storico Benedetto Petrone:
Quotidiano dei Lavoratori , codice decimale (simil Dewey): ( ID: GIO100.2.017) , catalogo : (GIO/I/QDL/ )
Lotta Continua , codice decimale (simil Dewey) : (ID: GIO100.2.001), catalogo : (GIO/I/LC/)
Liberazione , codice decimale (simil Dewey): (ID: GIO100.2.029), catalogo: (GIO/I/LB/)
Fronte Popolare , codice decimale (simil Dewey) : (ID:GIO100.2.019) , catalogo : (GIO/I/FP/)
Composizione del fondo per testate giornalistiche ed anno:
Quotidiano dei Lavoratori, numero di copie totali 75, come da elenco seguente:
Quotidiano dei Lavoratori 1978 : copie 1
Quotidiano dei Lavoratori 1979 : copie 2
Quotidiano dei Lavoratori 1980 : copie 23
Quotidiano dei Lavoratori 1981 : copie 38
Quotidiano dei Lavoratori 1982 : copie 13
Lotta Continua, numero di copie totali 3, come da elenco seguente:
Lotta Continua 1971: copie 2
Lotta Continua 1974: copie 1
Liberazione, numero di copie totali 1, come da elenco seguente:
Liberazione 1995: copie 1
Fronte Popolare, numero di copie totali 7, come da elenco seguente:
Fronte Popolare 1976: copie 1
Fronte Popolare 1977: copie 6
In ricordo di Dino Frisullo
"Soprattutto siate sempre capaci di sentire nel più profondo di voi stessi
qualsiasi ingiustizia commessa contro qualsiasi persona, in qualsiasi parte
del mondo." [E. Guevara]
Ecco chi era Dino, un comunista così ricco di umanità che lottando con i
kurdi si era fatto kurdo egli stesso, così come si era fatto palestinese,
bengalese, afgano, pakistano, serbo e kossovaro, senegalese e rom,
disoccupato, sans-papier e barbone.
Da giornalista egli aveva scelto di "dare voce a chi non ha voce" e così le
vittime delle guerre e delle persecuzioni trovavano in lui, sempre, un
appoggio sicuro.
Ma era sempre pronto ad occuparsi anche di un permesso di soggiorno o di una
pratica di asilo politico.
Quando il tempo non bastava e per lui il tempo non bastava mai, eccolo al
lavoro anche per l'intera notte, con la sigaretta sempre accesa, a scrivere
e a progettare.
I kurdi lo hanno ricordato ovunque, durante le celebrazioni del Newroz, lo
scorso 21 marzo.
Venne a Cagliari, la prima volta nel maggio del 1998, con Firat Erbil,
rappresentante del Fronte di liberazione nazionale del Kurdistan, per
parlarci di quel paese e di quel popolo.
Era stato da poco liberato, a seguito di una mobilitazione mondiale, dalle
prigioni di Diyarbakir dov'era stato rinchiuso per la sua propaganda a
favore dei kurdi e le sue continue denuncie contro le violazioni dei diritti
umani da parte dello stato turco.
Era segretario di Senza Confine ed ideatore della Rete antirazzista, a cui
partecipava anche l'ASCE e da lui nacque anche Azad - per la libertà del
popolo kurdo e in seguito il Comitato sardo di solidarietà con il popolo
kurdo e tante altre cose.
Dino è morto nella notte del 5 giugno del 2003, a causa di una malattia
contro cui, lui "che lottava sempre" nulla ha potuto; una malattia che
avrebbe potuto forse curare se non avesse sempre rinviato una visita dal
medico, perché troppo impegnato ad organizzare una qualche protesta, un
qualche soccorso. Il suo ricordo è vivo in tutti noi.
Dino del "doppio salto", "dalla solidarietà alla partecipazione, alla
condivisione" che dal suo letto di ospedale ci ha scritto:
"Se morissi adesso o fra due giorni o un anno, ecco il mio testamento, il
testamento di un comunista
Avido di conoscenza e d'amore, vissuto e morto povero e curioso.
Lascio tutto il mio disprezzo a chi mi ha usato.
Lascio tutto il mio odio a chi mi ha dato un mondo senza gioia, da
attraversare a denti e pugni stretti.
Lascio la nostalgia per le moschee di Gerusalemme e gli ulivi di Puglia ed
ogni roccia, pianta, finestra, stella, che i miei occhi hanno accarezzato
nel cammino
Lascio fiumi di dolcezza alle donne che ho amato.
Lascio fiumi di parole dette e scritte spesso con rabbia, raramente con
saggezza, in malafede mai, un mare di parole che già evapora al vento
rovente del tempo.
Lascio a chi vorrà raccoglierlo, il testimone del mio entusiasmo, nella
folle staffetta mozzafiato -volgendomi indietro dopo vent'anni non so più se
ho corso da solo.
Lascio il mio sorriso a chi sa ancora sorridere
E le mie lacrime a chi sa piangere ancora.
Non è poco. In cambio, voglio essere sepolto senza cippi e lapidi fra le
radici di una albero grande in piena nuda terra rossa e grassa perchè il
mondo con me respiri ancora e si nutra con me di ogni mia fibra.
Con me (non vi sembri retorica) solo una bandiera rossa
E la nave del Ritorno intagliata con le unghie nella pietra di un
prigioniero assetato di vita
nel deserto del Neghev. "
Comitato sardo di solidarietà con il popolo del Kurdistan
Cagliari, 4.6.2004
