
Questo fondo archivistico la cui catalogazione è stata affidata dalla proprietaria, la signora Marisa Cione, alla cura dell’Archivio Storico Benedetto Petrone-APS, fornisce un’interessante mole di documentazione riguardante la vita sociale e politica di un piccolo paese dell’Irpinia, Bagnoli Irpino e dei rapporti della sua popolazione con il territorio dell’Alta valle del Calore, dai primi del Novecento sino a metà del “Secolo breve”.
La Sezione “Didattica” del fondo Rodolfo Domenico Cione-Anna Melillo.
Una parte significativa di questo fondo è la sezione “Didattica” composta di diverse centinaia di documenti, quali registri e diari di Classe, quaderni, pagelle, prove di esame, in maggior parte provenienti dal salvataggio dell’archivio delle scuole elementari San Rocco, da parte del professor Rodolfo Domenico Cione, già direttore didattico e insegnante per decenni dello stesso plesso, nonché sindaco di Bagnoli Irpino nel secondo dopoguerra. Un archivio destinato al macero durante le numerose ristrutturazioni subite dal Plesso e che, invece, grazie all’oculato, e preveggente salvataggio del suo ex-direttore scolastico, che lo custodì nella sua abitazione, così come sua nipote, la signora Marisa Cione, oggi è potuto giungere pressocchè intatto a noi. Quest’ultima, ritenendolo patrimonio dell’intera collettività Bagnolese e irpina, e potenzialmente fruibile da essa, l’ha affidato in cura al signor Antonio Camuso, presidente dell’Archivio Storico Benedetto Petrone-APS, affinchè con un’opportuna catalogazione possa essere disponibile a studiosi, ricercatori, ma anche semplici cittadini, curiosi di conoscere l’iter scolastico dei propri antenati.
La scuola San Rocco presidio della lotta all’analfabetismo.
Dall’analisi dei registri di classe e e dalla lettura della preziosa cronaca redatta in essi, da giovani maestrine, piene di entusiasmo e a costo di tanti sacrifici, sulla difficile condizione dell’infanzia in una delle zone più povere del nostro Meridione, si può comprendere quanto l’analfabetismo fosse frutto del disagio economico in cui versava la maggior parte della popolazione del Meridione post-Unitario. Una cronaca che conferma quanto le bambine fossero le più discriminate, ma anche, come molte di esse rispondessero con un impegno e risultati maggiori degli alunni maschi. Su questi temi il presidente dell’Archivio Storico Benedetto Petrone-APS, il signor Antonio Camuso, ha prodotto numerosi studi pubblicati su diverse testate della carta stampata e Web e divenute fonti bibliografiche per altri lavori condotti da studiosi, quali ad esempio quello di Paolo Saggese sull’istruzione in Irpinia.
La scuola elementare San Rocco nel Ventennio Fascista.

Durante il Ventennio, la formazione dell’uomo nuovo, portatore del messaggio corporativo, nazionalista e totalitario del Fascismo, fu accuratamente condotta tramite l’indottrinamento delle nuove generazioni, a partire sin dai primi anni dell’infanzia e dell’età scolare. La scuola elementare San Rocco non fu un’eccezione in quest’opera pervasiva e l’adesione e il tesseramento obbligatorio del personale scolastico al Partito Fascista, permisero l’acquiescenza e produssero la piena collaborazione del personale docente al tesseramento “totalitario” di bambine e bambini alle organizzazioni giovanili fasciste, quali l’ONB, (Opera Nazionale Balilla) e la GIL (Gioventù Italiana del Littorio). La lettura dei quaderni di quel periodo, fa comprendere come quest’opera di indottrinamento andò in crescendo, sino alle leggi razziali e alle follie belliche mussoliniane.
La sezione “Emeroteca ” del fondo Rodolfo Domenico Cione-Anna Melillo.
Essa è composta di oltre un migliaio di giornali la cui data di pubblicazione va dalla fine della prima guerra mondiale (salvo qualcuno precedente) sino ai primi anni del dopoguerra. A esso si aggiungono diverse riviste e supplementi di giornali, quali il Corriere della Domenica e alcune annate di un secolo fa del Corriere dei Piccoli.

La sezione “Documenti” del fondo Rodolfo Domenico Cione-Anna Melillo
Spazia dalla pubblicistica alla corrispondenza personale e altro materiale. Essa fornisce un ulteriore apporto allo studio sulla vita di una famiglia ” tipo” della borghesia del nostro Meridione più profondo ma anche, quella politica, culturale e sociale di questa parte d’Irpinia.
