
Gli anni ’70 raccontati nella sede dello SPI CGIL di Brindisi il 5 dicembre 2025
Con il libro di Gianni Forte e i giornali dell’Archivio Storico Benedetto Petrone-APS
Abbiamo accettato di buon grado l’invito fattoci dal segretario dello SPI CGIL di Brindisi ad assistere alla presentazione del libro Anni ’70 di Gianni Forte, che ha alle sue spalle una lunga militanza nella CGIL e attualmente è responsabile de Centro Studi e Memoria “Tommaso Scicolo”. Nell’accogliere l’invito abbiamo proposto e subito accettato da parte dello SPI CGIL che potessimo come Archivio Storico Benedetto Petrone-APS contribuire con uno sguardo retrospettivo su quegli anni con una piccola rassegna di giornali dell’epoca , facenti parte della vasta Emeroteca posseduta dall’Archivio Storico Benedetto Petrone-APS Un’occasione , questa per anticipare ai presenti, compresi i segretari della CGIL di Brindisi e dell’AUSER della imminente apertura alla consultazione di essa dal prossimo gennaio 2026.
Pur non avendo letto anticipatamente il libro “Anni ’70 . Quando si provò a cambiare il mondo” non ci aspettavamo grandi sorprese dal filo logico che avrebbe ripercorso quegli anni fatto dall’autore, conoscendo per la sua personale esperienza , coincidente con quello di tutti coloro che hanno militato in quegli anni, da giovanissimi nell’area del PCI. Come tale non ci aspettavamo un diverso giudizio e attenzione su coloro che invece scelsero di militare nei movimenti e gruppi/organizzazioni politiche della sinistra rivoluzionaria /Nuova Sinistra e sui reali motivi del riflusso che caratterizzò gli anni’80 e sul perché i valori liberisti e consumisti prevalsero sulle vaste aree giovanili negli anni 80 e 90 successivi , mentre la disarticolazione del potere contrattuale e di avangurdia della classe operaia progrediva a passi da gigante sino a giungere ai giorni d’oggi, ove essa sembra giocare un ruolo margianle nelle scelte economiche e sociali in Italia.
Ben sapendo ciò abbiamo voluto ribadire con i giornali lì esposti, ma anche con il nostro intervento l’esigenza del superamento di visioni e giudizi storici condizionati dalla personale esperienza di chi ha vissuto quegli anni. Come ogni Archivio Storico il compito è dare la possibilità a ricercatori m studiosi, ma innanzitutto lasciare alle generazioni che si affacciano all’impegno politico e sociale di crearsi autonomamente e senza influenze una coscienza e una formazione intellettuale, ma innanzitutto dell’esigenza di una solida e approfondita conoscenza della memoria delle lotte dei lavoratori, dei giovani, delle donne, dei senza casa, dei carcerati, dei militari “democratici” e di tutti gli antifascisti che diedero anche il sangue la la propria vita per provare a cambiare il mondo.
In questo nostro articolo non riteniamo quindi entrare in contradditorio con l’autore , dandogli atto di aver reso scorrevole la lettura del testo coniugando lo scorrere dei maggiori avvenimenti “politici” di quegli anni, con quelli più “leggeri” dei cambiamenti di costume , di gusti, e della maggiore consapevolezza collettiva dei diritti individuali e collettivi che contraddistinse quegli anni.
Nel corso del breve dibattito abbiamo voluto intervenire con semplici riflessioni e dando la piena disponibilità dell’ìArchivio Storico –APS alla consultazione della nostra emeroteca da parte di tutti coloro che ne faranno richiesta e come anche essa possa essere un elemento di formazione sindacale.
Seguono mostra giornali e intervento
La piccola mostra di giornali è stata accompagnata da sintetiche stringhe che necessariamente per problemi di spazio a disposizione non potevano essere esaustive ma semplicemente accompagnare lo scorrere dello sguardo del visitatore.
GLI ANNI 70 NEI GIORNALI DELL’ARCHIVIO STORICO BENEDETTO PETRONE-APS:
1)L’AUTUNNO CALDO , LA STRATEGIA DELLA TENSIONE , LE BOMBE FASCISTE.
I giornali e I titoli di fondo:
a)L’Espresso 7 febbraio 1971 :Tritolo e Svastica , da Reggio Calabria a Varese, la tecnica del putsch fascista del 1971
b)L’Espresso 28 marzo 1971: I Complici, su chi contava Valerio Borghese per far riuscire il suo “Golpe”

2) IL RICATTO DEL COLPO DI STATO E LA CRISI ECONOMICA
c)L’Espresso 4 prile 1971: Esercito , è fedele? Montedison è rovinata? In Politica e in economia due incombenti quesiti
d) Lotta Continua , 2 febbraio 1972:Liberiamo Valpreda
e) Lotta continua 1 novembre 1972 :Oltre 100.000 in piazza a Milano, al grido “unità Nord-Sud, liberiamo Valpreda, salario garantito”. 2 milioni di operai in sciopero in Lombardia
3) LA MORTE DI FELTRINELLI, LOTTA ARMATA E TERRORISMO DI SINISTRA
f) Il Manifesto 17 marzo 1972: E’ Giangiacomo Feltrinelli l’uomo dilaniato dal tritolo a Segrate

4)LE BATTAGLIE CIVILI , PER I DIRITTI, LO STATUTO DEI LAVORATORI, I REFERENDUM, I MOVIMENTI FEMMINISTI
g) Liberazione, quotidiano radicale 14 settembre 1973: Anche qui il fascismo c’è: è la DC. Rovesciamola con i referendum
h) Quotidiano dei lavoratori9 marzo 1977: Rapporto donne e sindacato. Miglaiaia di donne si prendono le città con grandiosi cortei , quasi a sorpresa, per l’8 marzo.

5) GLI SCANDALI DC, LE BRIGATE ROSSE E IL SEQUESTRO MORO
i) Quotidiano dei lavoratori 9 marzo 1977: La DC conferma di scagionare gli imputati Lochkeed. L’Hercules precipitato per avaria ai motori, in piena inefficienza.
l) Il Manifesto , 3 maggio 1978: Estrtemo tentativo del PSI per indurre la maggioranza a trattare per Moro.

6) I GIORNI DELLA FIAT, LA SCONFITTA OPERAIA, L’ELEZIONI DI PERTINI, IL REFERENDUM SULLA CONTINGENZA
m) Il Manifesto 28 ottobre 1975: I metalmeccanici affermano che la linea padronale punta a uno sbocco politico autoritario
n) Il Manifesto 8 luglio 1978 : Sandro Pertini sarà eletto oggi. Il primo presidente di sinistra.
o)Quotidiano dei Lavoratori 26 settembre 1980: A Torino Agnelli non deve passare. Brutta proposta che umilia la combattività operaia , che accentua la subalternità del sindacato .
p) Quotidiano dei Lavoratori 8 gennaio 1982: Due referendum , un mese decisivo, Contingenza e Statuto dei Lavoratori


Intervento di Antonio Camuso alla presentazione libro “Anni’70 “ –autore Gianni Forte, presso SPI CGIL Brindisi, il 5-12-2025.

Ringrazio lo Spi CGIL di avermi dato la possibilità di esporre, in questa sede, alcuni giornali sul tema “ anni’70”, che fanno parte dell’Emeroteca dell’Archivio Storico Benedetto Petrone-APS e che, qui a Brindisi, sarà disponibile alla consultazione dal prossimo mese di gennaio 2026. L’associazione di cui sono il Presidente si augura che le strutture sindacali della CGIL ci sostengano in questa nostra scelta culturale, facendo usufruire ai loro soci, i nostri servizi. Si tratta di un’imponente quantità di giornali di Movimento nati e diffusi proprio nel “ lungo 68” che coinvolge in pieno gli anni ’70 di cui questa sera parliamo ed a cui in seguito si aggiungeranno le centinaia di volantini e documenti che illustrano le lotte operaie e ambientali di quegli anni e che sono in fase di catalogazione.
Non intendo entrare in contradditorio con l’autore cui do merito di un’iniziativa che mantiene viva la memoria su quell’importante periodo della storia del Movimento Operaio italiano, ma voglio dare solo alcuni spunti di riflessione in aggiunta ad esso.
Il primo riguarda la Questione Meridionale che, a distanza di oltre mezzo secolo da quando l’affrontò Antonio Gramsci, negli anni settanta non era stata risolta e solo parzialmente affrontata; non è un caso che gli anni ’70 sono preceduti dalle rivolte di Avola e Battipaglia, senza dimenticarci di quella “scomoda” di Reggio Calabria .
Ma la questione meridionale la ritroviamo nelle forme più radicali in cui si espresse la combattività operaia e che videro proprio i giovani emigrati meridionali, quelli più sfruttati nelle linee di montaggio, così come nei cantieri edili, a far sentire la loro rabbia dirompente nei cortei operai, negli scioperi a gatto selvaggio. Sono quelli che erano partiti al Nord con le scatole di cartone che vivevano in fatiscenti appartamenti con i servizi in comune sui balconi, e che a un certo punto dissero basta! a tutte le regole che imbrigliavano la loro potenzialità di lotta. I loro fratelli più piccoli rimasti nel Sud, addirittura si rifiutavano di partire sui treni della speranza e tantissimi, non sentendosi tutelati dalle strutture tradizionali del sindacato e dei partiti e rifiutando clamorosamente i meccanismi clientelari andarono a riempire le fila dei tanti gruppi della sinistra extraparlamentare, la Nuova Sinistra.
E il cambiamento culturale e di costume nel Meridione, giunse anche grazie alla presa di coscienza delle donne, le più giovani, che nel SUD a metà anni ’70 riempirono le piazze con i cortei femministi mettendo in crisi il modello direzione maschile che governava la famiglia e la società meridionale. I valori della Sinistra in continuo rinnovamento si infiltrarono in strati sociali in precedenza pilastri del potere democristiano e lo dimostro raccontandovi come a Brindisi durante una tornata elettorale nel ’75, scoprimmo che un gruppo di suore votavano Partito Comunista Italiano .
Certo, gli anni ’70 videro la comparsa della lotta armata di sinistra e di formazioni che praticavano il terrorismo come le Brigate Rosse, ma bisogna ricordarsi il contesto in cui certi processi avvennero e come si respirasse ovunque l’incubo di un colpo di Stato organizzato dalla CIA e dai servizi segreti italiani e supportato dal capitalismo più reazionario di questo paese. Noi di Brindisi sappiamo bene cosa esso fosse: da qui partivano con le navi, i fascisti di Freda e Ventura per addestrarsi nei campi paramilitari dei colonnelli greci. Qui c’era chi organizzava sequestri per finanziare gli stragisti di Ordine Nuovo, mentre in tutta la Puglia imperversavano squadre fasciste come quella che nel 1978 partendosi dalla sede del MSI di Bari uccise Benedetto Petrone, un giovane della federazione giovanile del Partito Comunista Italiano, e del quale ci onoriamo di aver apposto il suo nome nella sigla della nostra associazione.
In questo contesto possiamo dare spiegazioni, non chiedo giustificazioni, a fatti, senz’altro condannabili, come la morte di Feltrinelli che temeva un imminente Colpo di Stato, e in questo contesto vanno interpretati certi fenomeni di estremismo o lotta armata o terrorismo di sinistra che si ebbero in quegli anni. (Per questioni di tempo non ho potuto concludere con quest’ultima parte) Seguì una repressione che colpì indistintamente l’intero universo che non comprendeva solo gli “estremisti di sinistra” ma anche quella parte di incompatibili che si annidavano tra gli operai più politicizzati, tra i senza casa e i disoccupati, tra coloro che la società riteneva inutili da integrare e intere masse di giovani finirono nel riflusso , nell’intimismo, nella droga. Centinaia furono i giovani qui a Brindisi che all’inizio degli anni 80 registrammo come tossicodipendenti, quando iniziammo l’esperienza del Centro sociale contro l’emarginazione giovanile e tanti di essi, sino a qualche anno prima sognavano, insieme con noi “di cambiare il mondo” come titola il libro di Gianni Forte. Grazie per avermi dato la possibilità di intervenire.
Antonio Camuso
Presidente dell’Archivio Storico Benedetto Petrone-APS
Brindisi, 5 dicembre 2025

